ISLANDA 2008 IN 4X4 - GRUPPO 1

PARTE 1

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Islanda 2008.....ebbene si.....questa volta abbiamo superato noi stessi ! L'itinerario affrontato quest'anno e' stato profondamente cambiato dal programma di viaggio iniziale perche' avevamo sete d'avventura, sentivamo la voglia  di tornare nelle lande piu' remote di questa splendida Islanda....forse incosciamente.... proprio per festeggiare il nostro 17° compleanno trascorso in quest'isola, con la pelle di ghiaccio ed il cuore di fuoco !

 

Il gruppo di Fuoristrada 4x4 e' riuscito ad arrivare nei luoghi piu' belli  che si possano visitare in questo paese, lambendo antichi ghiacciai, transitando su altipiani dai mille colori, superando taglienti colate laviche, insidiosissime distese di acqua e fango ....con tanto di sabbie mobili.....come raccontano le foto !

 

Il gruppo e' stato sempre unito e ci siamo divertiti tutti alla grande....complice anche un Claudio, al secolo "...uuee...che c'hai na' siga' ! " che ha fatto da mattatore per tutta la durata della vacanza. A dire la verita', il buon Claudio solamente una volta si e' visto un po' perso, ossia quando gli si e' letteralmente staccato mezzo "sedere" del suo Pajero, ben impiantato sotto 30 cm di sabbia del fiume, usato  per fare da ancora e fulcro al cavo d'acciaio con il quale si cercava di tirar fuori l'Ivecone di Massimiliano (al secolo "Barbetta" ) ...... ma "Tutto e' bene quel che finisce bene",  vorra' dire che nel prox viaggio al caro Claudio gli riserveremo un trattamento molto "particolare" !

 

Comunque dopo queste prime righe di prefazione, andiamo a leggere  le gesta eroiche dei nostri cari avventurieri, che hanno saputo combattere mari e tempeste, draghi e fiamme, lava e fumo, riportando una grande vittoria piena di divertimento, gioia e nuove amicizie ! Ciaooooo a tutti !

    ALTRE GALLERIE FOTO

GUADI 4X4

COLORI D'ISLANDA

 

ISLANDA 2008 IN 4X4

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Islanda 2008......eccoci entrare nel fiordo di Seydisfjordur, porto di sbarco della motonave Norrona, unico collegamento navale turistico con l'Europa.

Il gruppo e' in piena eccitazione e non si vede l'ora di sbarcare sull'isola del ghiaccio e del fuoco !

I primi abitanti di Seydisfjordur arrivarono nell'area nel 1848, si trattava di pescatori norvegesi. Le tipiche case in legno, per le quali il paese è conosciuto, furono per la maggior parte costruite da loro. Durante la seconda guerra mondiale Seyðisfjörður venne usata come base militare angloamericana. Il posto rimane un significativo porto di pesca sulla costa orientale dell'Islanda. Malgrado le sue ridotte dimensioni Seydisfjordur ha una vivace scena culturale con un centro artistico e svariati musei.

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Svolte le pratiche doganali, arriviamo subito al primo villaggio distante 25 km dal porto : Egillstadir.

Qui facciamo subito il pieno di carburante alle taniche e serbatoi, acquistiamo I viveri necessari per I prossimi giorni di viaggio e partiamo nel primo pomeriggio con destinazione il Rifugio Kverkfjoll, costruito sotto le pendici nord del grande ghiacciaio Vatnajokull.

Il Vatnajokull è un ghiacciaio nell'Islanda sudorientale che con i suoi circa 8.100 km² (pari a tre province italiane) è il più grande ghiacciaio d'Europa per volume ed il secondo per estensione. Per dimensioni è la quarta calotta glaciale nel mondo dopo l'Antartide, la Groenlandia ed il Campo de Hielo Sur in Patagonia. Ha uno spessore medio di 400 metri e massimo di circa 1100 metri, e contiene circa 3.300 km³ di ghiaccio. Il ghiacciaio si trova a partire dai 1400 e 1800 metri di quota e forma un paesaggio simile ad un altipiano ondulato (600-1000m) con vallate e gole.

Sotto la calotta si trovano diversi vulcani attivi, tra cui il Grimsvotn le cui ultime eruzioni risalgono al 1996 e 1998. L'eruzione del 1996, in particolare, ha sciolto circa 3 km³ di ghiaccio creando un enorme lago glaciale, che un mese circa dopo l'eruzione si è riversato a valle provocando un grandioso jokulhlaup.

La massima cima islandese, lo Hvannadalshnjukur (2.119 mt), si trova in una propaggine meridionale del ghiacciaio chiamata Oraefajokull, a pochi chilometri dalla costa. Secondo il Guinness dei primati il Vatnajokull è l'oggetto della più ampia visuale del mondo: in particolari condizioni atmosferiche e di luce può essere visto dallo Slaetaratindur, la più alta cima delle Isole Faer Oer, distante 550 km.

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Si scende lungo il Fiume Jokulsa a Fjollum, con un cielo cupo ed ampie aperture, rendendo il paesaggio ancor piu' "mistico" . Proseguiamo di valle in valle, tutte ciperte da un grande strato di polvere e lapilli lavici, segni delle antiche eruzioni del vicino vulcano Askja, una delle quali del 1875 e del 1961.

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I guadi sono stati un po' lo "spauracchio" per tutto il viaggio. Per fortuna li abbiamo trovati abbastanza bassi .....

 

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......ed il tormentone del viaggio e' stato "MI RACCOMANDO ....NEL FIUME.....ENTRATE PIANISSIMO, SENZA FARE L'ONDA DAVANTI AL COFANO"........ma Stefano "Lupo" .....sembra non sentire affatto, lo  possino !!! Meno male che e' andata bene !

 

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Si prosegue verso nord, su una pista veloce che costeggia il grande monte Herdubreid, assistendo a dei curiosi giochi di lava....questo, per esempio, e' una classica bolla esplosa e raffredata in fretta.

 

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Si arriva il giorno dopo nella zona eruttiva del Krafla, situata nella valle Leirhnjukur

 

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Qui si cammina ancora fra colate laviche fumanti, immersi come in una tavolozza di colori a perdita d'occhio.......

 

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.....dove camminare risulta essere una esperienza molto particolare ed impagabile .....

 

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........certamente non facilmente ripetibile in altri parte del nsotro pianeta.

 

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Parlavamo di colori e di tavolozze....vero ? :-) ......Natura meravigliosa.....

 

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......ed imprevedibile !

 

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Laghetti sulfurei e coloratissimi, spiccano in nere vallate laviche come se volessere cogliere, a tutti I costi, l' attenzione del visitatore.

La zona del lago Mivatn e' ricca di questi giochi di colore, tutti siti vicini al villaggio di Reykjahlid.

 

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Proprio da Reykjahlid partiamo per visitare l'imponente  cascata di Dettifoss.

Circa 30 km prima di sfociare nella baia Öxarfjörður nell'Islanda settentrionale, il fiume Jokulsá á Fjollum cade da più cascate. La prima delle quali è il Selfoss (circa 11 mt) seguito dal Dettifoss. La portata varia parecchio a seconda dello scioglimento del ghiacciaio Vatnajokull che alimenta il fiume.

Situato in mezzo ad un deserto pietroso, la Dettifoss, largo circa 100 metri, cade per 44 metri proseguendo per una gola in direzione del mare del nord, cadendo prima per la terza cascata (Hafragilsfoss) e poi per altre due cascate. Il salto venne originato da un violento terremoto dovuto a un'eruzione vulcanica che deviò il fiume.

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E' meraviglioso vedere come un piccolo corso d'acqua come lo Jokulsa, alimentato dallo scioglimento del ghiacciaio Vatnajokull (principalmente dalla porzione del

Dyngjujokull), possa generare dopo poco piu' di un centinaio di km, una potenza del genere !

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Qui la Natura fa da padrona, giocando con I colori......

 

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....peccato che l'arcobaleno  tagli, esattamente in due parti, la testa del povero Claudio "C'hai na' siga'"  .... ma tanto dovrebbe essere vuota..... ! :-)

 

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Sosta pranzo sulla spiaggia verso Husavik, precisamente nella baja di Oxarfjordur. In questo tratto della costa nord dell'Islanda, durante le violentissime mareggiate invernali, arrivano numerosi oggetti galleggianti alla deriva (piu' o meno interessanti....) compresi molti  tronchi dalla Groelandia, ormai bianchi e consumati per il lunghissimo vagare !

Husavik è una piccola città che si trova nel comune islandese di Nordurþing, nella regione di Nordurland eystra, a circa 70km stradali da Akureyri, conosciuta per il whalewatching (uscire in barca per ammirare le balene), ed un whale center dove sono conservati scheletri di molte specie di balene. In questa piccola città si trova anche un museo della civiltà islandese e l'unico museo al mondo di falli di tutte le specie animali (phallological museum). Al museo di storia naturale, fondato nel 1966, è presente invece un orso bianco imbalsamato, cacciato sull'isola di Grimsey dove era approdato nell'inverno 1969 dopo essere andato alla deriva su di un iceberg.

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Tramite una panoramica pista, arriviamo in vista della seconta citta' islandese : Akureyri.

Akureyri è con circa 17.000 abitanti la quarta città dell'Islanda. È un porto sulla costa centro settentrionale dell'isola, in fondo al fiordo Eyjafjordur, 99 km (stradali) a ovest del lago Myvatn. Ad Akureyri troviamo numerosi stabilimenti per la lavorazione del pesce, alcune industrie ed una fiorente attività turistica. È sede di una piccola Università e di uno dei più prestigiosi licei d'Islanda. Dista 390 km dalla capitale Reykjavík. Ha un clima tra i più temperati dell'isola ed è sede di un giardino botanico. Le primavere e l'estate sono piuttosto miti. Gli inverni rigidi e con abbondanti precipitazioni nevose, molto maggiori rispetto a quelle che si registrano nella capitale. La città è anche conosciuta, per la sua splendida posizione e per la sua vicinanza al circolo polare, con il nome di "Città del sole di mezzanotte".

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Sostiamo nel Camping della piccola cittadina Akureyri, ex villaggio dedito alla pesca, che ormai offre ogni tipo di confort e servizi della Capitale.

Ecco  qualcuno del gruppo alle prese con fornelli & C. per la cena....possiamo vedere il grande  Alessandro "L'uomo focaccina", Stefano "Lupo", Donatella "Lupa" ed Eros......

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......mentre dall'altra parte del tavolo (!) la "Famiglia Bredford" ossia Laura, Elisa, Andrea & Stefano, al suo primo viaggio offroad ma che si e' comportato come un pilota provetto !

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La cascata di Godafoss e' sempre....un bel vedere....affascinante ed "elegante" !

Godafoss (dall'islandese: "cascata degli dèi") è una delle cascate più note e spettacolari d'Islanda, situata nel nord dell'isola, all'inizio della strada Sprengisandur. Le acque del fiume Skj<alfandafljot cadono per circa 12 metri su una larghezza di ca.30 m.

Il nome di questa cascata deriva da una leggenda secondo la quale, nell'anno 999 o 1000, il Logsogumadur Þorgeirr Ljósvetningagoði fece del cristianesimo la religione ufficiale dell'Islanda. Dopo questa conversione si dice che prima di ritornare all'Alþingi, Þorgeirr tirò le sue statue degli dèi nordici nella cascata. La storia di Þorgeirr è conservata nell'opera di Ari Þorgilsson Íslendingabók.

Probabilmente il nome "cascata degli dei" era già usato antecedentemente, si narra infatti che gli antichi abitanti dell'Islanda la considerassero sacra poiché nei tre getti principali vedevano rappresentata la sacra triade: Odino, Thor e Freyr.

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Ma ecco, subito dopo la visita alla cascata, i "nostri impavidi avventurieri" iniziare la guida su una "misteriosa" pista interna che li portera' a girovagare nel nero ed interno deserto islandese per I prossimi 5 giorni !

 

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....la pista inizia a mostrare subito il suo lato piu' tecnico. A parte un paio di bivi un po' "vaghi", che cercavano di fuorviare dalla retta via Maurizio, il navigatore della Compagnia (....mi sento tirato in ballo :-)  ? ndr),  si procede con le ridotte per via dei numerosi passaggi trial che si incontrano......ma ottimamente superati da tutti......

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.......e dopo una gran bella scorpacciata di guida in fuoristrada, eccoci arrivare in tempo presso un rifugio collocato lungo la pista, pronti a passare la notte in compagnia, sognando le meraviglie che ci avrebbe riservato l'Islanda il giorno dopo !

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I ragazzi se la godono stesi sul letto.....Olavur e Andrea......magari giocando con l'ausilio di una bella PSP, vero ? ;-)

 

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Ogni occasione e' buona per ridere e scherzare, anche grazie alla presenza di Gabriella, Cesare & Gianfranco......classici partenopei sempre con la battuta pronta !

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Il giorno dopo, proseguendo lungo valle  Dyngiufjalladalur, l'equipaggio Bruno, Luisella, Annamaria e Francesco (Pilota)  incontrano delle "difficolta'" tecniche con il loro 4x4 noleggiato in loco e quindi......decidono di superare, a bordo del pickup di Alessandro, i tratti piu' impervi della pista......in perfetto stile africano, solamente che la temperatura esterna  si aggirava intorno ai 10° !

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Altro rifugio d'emergenza lungo la valle Dyngiufjalladalur

 

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Si transita nelle vicinanze del lago Dyngjuvatn e si comincia ad avvistare il massiccio del vulcano Askja ......

 

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....non prima di aver superato una vasta piana di sabbia nera, in perfetto stile sahariano, lunga una 15na di km !

Ecco il Camion "Eternauta" di Massimiliano che avanza inarrestabile, ribattezzato durante il viaggio "Ape Maia" per via del suo colore inconfondibile, specialmente sul nero lavico !

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Doverosa visita trekking all'interno della caldara del vulcano Askja, dove si e' creato il  grande lago Oskjuvatn.....

 

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.......affiancato da un'altro laghetto piu' piccolo,  denominato Viti, che ha la particolarieta' di essere formato da acque calde/tiepide, ottime per un bagno fuori programma, all'interno di un vero vulcano  !

 

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.....dimensioni della natura islandese.......si cammina sul bordo del cratere......

 

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.......questa foto e' l'unica prova fotografica che testimoniano almeno un paio d'ore di duro lavoro e complicazioni per poter tirare fuori "l'Ape Maia"  dalla morsa delle sabbie mobili che incontrate nella valle dell'Holuhranun. Spiacevole inconveniente che ha messo a dura prova lo spirito di squadra che, pero', alla fine ha avuto la meglio sulle  forze della natura......il camion e' uscito fuori dalla morsa della sabbia con l'aiuto del tiro contemporaneo di 5 fuoristrada e....con la sua enorme trazione da vero "Gigante del Deserto !

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......proseguiamo la tappa superando il monte Urdarhals, caratterizzato da una pista che si snoda interamente su fondo sassoso tipo il nostro pavet cittadino....ma con I ciotoli sassosi "legegrmente" piu' grandi !! .....praticamente si deve salire in 1/2 ridotta cercando di copiare i massi del terreno........

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......alla fine, pero', gli sforzi della giornata vengono ricompensati.....sostiamo per la notte nella valle di sabbia ai piedi del monte Kistufell, un vero angolo di paradiso

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Ci svegliamo la mattina con uno splendido e caldo sole, ideale per asciugare le giacche a vento e pantaloni inzuppati dal "recupero fluviale" del giorno prima !

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......si scende verso sud, seguendo la valle dello Spregisandur....

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......e pranzando come I pionieri, accanto al ghiacciaio Hofsjokull !! Ecco ritratta la famiglia Chiaretta, Eros & Barbara......al loro secondo viaggio consecutivo in Islanda !

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....mentre si aggirano per il campo questi strani Vikinghi, che non convincono poi molto, pero' !! ....Grande Claudio "C'hai na' siga' " sempre pronto allo scherzo !!! Il viaggio senza di lui, sarebbe stato sicuramente diverso ! .....forse meglio ?...aahhh..aahh........

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Alcuni guadi, in direzione  Nydalur, condiscono la guida offroad, ma senza impensierire gli equipaggi, ormai  "Esperti" in materia visto che hanno gia' accumulato esperienza in materia, dopo giorni di viaggio.

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Si arriva in serata nella valle Landmannalaugar, uno dei luoghi piu belli d'Islanda.

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Sostiamo nell'unico campeggio della valle, e da qui iniziamo dei percorsi trekking di circa 2-3 ore per visitare le varie bellezze naturali, a dir poco colorate e bizzarre......

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